19 dicembre 2006

Torture

Che gli americani abbiano brutalmente torturato decine, se non centinaia, di presunti terroristi e fuor di dubbio. E' di oggi la notizia che faranno confluire a Guantanamo Bay tutti i prigionieri detenuti già illegalmente nelle varie basi operative della CIA sparse per il globo (tra cui, non scordiamo, una base in Germania e forse la stessa base aeronautica di Aviano, in Italia).
Ma forse pochi sanno che queste pratiche sono piuttosto comuni anche nello stesso grande paese delle libertà (vi viene in mente niente?).
In questo documentario di 50 minuti, c'è una carrellata di immagini raccolte in vari penitenziari sparsi per gli USA (tra cui uno in Texas durante il mandato governativo di W. Bush).
Sono immagini piuttosto crude, quindi vi prego di astenervi dal vedere il video se siete impressionabili.

17 dicembre 2006

Giochino

Tanto per distrarvi dalla politica nostrana vi propongo questo sfizioso giochino: World Domination Battle.
Scopo del gioco è la conquista del mondo, e per farlo dovrete spezzare le reni ai vostri avversari. Tra i tanti personaggi giocabili c'è Saddam, Bush, Gandhi, il Papa, Hitler e chi più ne ha più ne metta.
Ovviamente non poteva mancare Sivlio Berlusconi, ma devo dire che non è il più divertente da usare (io ho finito il gioco con il Papa...).

Buon divertimento!

World Domination Battle

16 dicembre 2006

34 minuti per morire

Credo sia inutile sottolineare come un'esecuzione della durata di trentaquattro minuti sia da considerarsi inumana. E non stiamo parlando della Cina, o dell'Iran, qui si parla dei chierichetti del mondo, degli Stati Uniti. Di quel paese che si vanta di essere riuscito ad esportare nel mondo la democrazia; che si è innalzato a guardia dei valori occidentali, della libertà (mai parola fu più vuota di questa) e dei diritti umani.
Già questo dovrebbe bastare a rendere tutta la faccenda orribile e, sì, ridicola.
Ma la cosa che forse pochi hanno notato è che, adesso, in America si è aperto un dibattito sulla faccenda; non sulla liceità o meno della pratica mortifera, ma su quanto essa debba essere "umana". Quel figlio di papà di Jeb Bush ha interrotto tutte le esecuzioni per verificare come mai ci fossero voluti trentaquattro minuti invece dei costituzionalmente garantiti soliti quattro minuti.
Quattro minuti.
Avete mai provato a contare quattro minuti uno dietro l'altro?
Mettetevi davanti ad un orologio e iniziate a contare i secondi. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... E arrivate a duecentoquaranta. Vi rendete conto? E' un tempo infinito, soprattutto se sapete che state per morire. Aggiungeteci quei dieci minuti di preparazione sul tavolo e l'ormai famigerata passeggiata sul miglio verde. Aggiungeteci l'ultimo pasto e la confessione. Aggiungeteci quegli annetti di galera che nessuno vi leva se volete tentare di lottare per la vostra sopravvivenza in tutti i gradi di giudizio.
Vi sembra un tempo ragionevole per uccidere un uomo senza farlo soffrire? Secondo me no.
Secondo me è una barbarie.
E questa pratica si ripete più o meno ovunque nel paese dei liberi. In 35 Stati su 50, più della metà. In California, nello Stato di New York, nel Texas, nel New Jersey ecc.ecc.
Da Stato a Stato cambiano anche le pratiche:
in 34 Stati vige l'iniezione letale, spesso associata ad altri sistemi. Nel Nebraska hanno pensato che l'iniezione fosse troppo cruenta, così hanno optato per la sedia elettrica, più comoda con il rivestimento in pelle. Peccato per l'odore di bruciato.
In 5 Stati (tra cui la California) un uomo può ancora essere giustiziato nella camera a gas, proprio come facevano ad Auschwiz.
Se preferite penzolare da una corda, vi consiglio di compiere qualche crimine nel New Hampshire o nello Stato di Washington. Mentre se passate dalle parti dell'Idaho, dello Utah o dell'Oklahoma potreste essere messi al muro e giustiziati a fucilate. Pensate che soddisfazione.
God bless America!

13 dicembre 2006

Democrazia all'Arcoriana

Qualche giorno fa, Silvio Berlusconi ha detto una cosa che dovrebbe far rabbrividire qualunque cittadino italiano che abbia a cuore il fatto di poter vivere in un paese libero.
La frase era all'incirca questa: "dobbiamo ricontare le schede perchè è impossibile pensare che in una democrazia si assegni una maggioranza per soli 24.000 voti".
Appena ho udito questa frase, mandata avanti ed indietro come un'eco da tutti i tiggì pubblici e privati, mi aspettavo che qualche villico prendesse in mano dei forconi e delle fiaccole ed al grido di "morte al tiranno" assediasse Villa San Martino facendo scempio dei suoi abitanti e depredandone le ricchezze, per poi ardere il tutto nel sacro fuoco purificatore.
Ed invece niente.
Nessuno ha detto nulla.
Nessun forcone, ma neppure nessuna replica stizzita dalla maggioranza nè tantomeno da qualche cittadino privato.
Analizziamo il periodo:

"dobbiamo ricontare le schede"
d'accordo, fin qui niente da eccepire, anche se si sprecherebbero solo vagonate di contante pubblico ed un sacco di tempo.

"perchè è impossibile pensare"
soprattutto se il cervello non prende più aria a causa di trapianti di capelli

"che in una democrazia si assegni una maggioranza per soli 24.000 voti"
...
...
... in una democrazia operante si assegna una maggioranza per 24.000 voti, se è per questo le maggioranze si assegnano per UN voto!
Cosa vorresti dire Deputato Berlusconi, che la maggioranza non è una maggioranza in tutto e per tutto solo perchè non ha stravinto ma ha solamente vinto? Oppure che per vincere le elezioni non si guarda più ogni singolo voto ma bisogna raggiungere una differenza di, che so, 100.000 voti, un milione?
24.000 cittadini non hanno il diritto di eleggere una maggioranza? Il voto di ognuno di noi è uguale (oltre che, mi spiace per te, libero) e come tale ha la stessa dignità e lo stesso valore.
Ultimo appunto: se ricontando i voti uscisse fuori che invece di aver vinto la sinistra per 24.000 voti, avesse vinto la destra per uno scarto ancora più limitato, a quel punto che faresti?
Non scomodarti, rispondo io per te: continueresti allegramente a farti le leggi... (e il problema è che ne avresti tutto il diritto).

08 dicembre 2006

Moriremo tutti.

Non è un catastrofico modo di dire, è una miseranda realtà.
Recentemente mi sono recato ad un'anteprima del film di Al Gore, "An Inconvenient Truth" (una scomoda verità), che sta riscuotendo un discreto (enorme) successo internazionale e le prospettive che vengono messe in luce nella pellicola sono tutt'altro che rosee per il nostro minuscolo pianetucolo. In realtà, i dati che vengono citati nel film non sono una novità, ma la semplicità con cui Al Gore snocciola le cifre e la chiarezza con cui queste cifre vengono messe a confronto è un esempio perfetto di come dovrebbero essere divulgate le notizie.
In particolare, il futuro ex-presidente degli Stati Uniti (come si definisce egli stesso) se la prende con gli "scettici", cioè con quelle persone che contro ogni evidenza scientifica negano che il pianeta possa subire un prossimo tracollo ecologico e si appellano ad una particolare teoria tutt'altro che comprovata: che il riscaldamento terrestre sia un fenomeno ciclico.
Sarà.
Ma in una delle tante tabelle mostrate da Gore vengono visualizzate le oscillazioni della temperatura terrestre in un arco di 650.000 anni ed è inutile dire che negli ultimi vent'anni la temperatura terrestre si è innalzata di circa un paio di volte oltre ogni "soglia" massima. Un evento mai registrato prima e mai neppure pensato.
Nel 2005 si è verificato un tornado in una zona del Pacifico in cui tali fenomeni non si erano mai verificati e quell'anno passerà anche alla storia per l'incalcolabile numero di disastri causati da stravolgimenti del clima. Quest'anno, gli scienziati hanno visto con orrore che, per qualche momento, la Corrente calda del Golfo si è fermata.
Si è fermata! Miliardi di miliardi di milardi di metri cubi d'acqua calda e fredda che circolano in mezzo all'Atlantico hanno perso, per qualche istante, la loro spinta propulsiva dovuta al riscaldamento e al raffreddamento dell'acqua stessa. L'ultima volta che tale evento si verificò, le temperature medie in Europa scesero di circa 9-10 gradi, facendo piombare il continente in un periodo di costante glaciazione.
E queste sono solo alcune delle catastrofi che si stanno già verificando su tutto il pianeta. I ghiacciai di tutto il mondo sono a rischio e non si contano più le specie vegetali e animali che si stanno estinguendo per colpa dei cambiamenti climatici.
Uno dei momenti più toccanti e, in un certo senso orribili, del film è la narrazione della scomparsa degli orsi bianchi. Questi plantigradi che vivono intorno al mare ghiacciato del Polo Nord non muoiono perchè fa troppo caldo per loro, non muoiono neppure perchè non trovano più cibo. Gli orsi polari muoiono affogati. Lo ripeto: affogati! Si buttano in acqua alla ricerca di foche e quando, in mezzo al mare, cercano un iceberg su cui riposarsi non lo trovano più, perchè gli iceberg non ci sono più. Stremati, lentamente perdono le forze e affogano.
Vi rendete conto?
Vi rendete conto come cazzo stiamo riducendo la Terra, l'unica che abbiamo?
Vi rendete conto che prima o poi moriremo anche noi, e potete starne certi che sarà una fine orribile. Una morte di stenti, di malattia, forse di guerra. Chi lo sa.
E dire che basterebbe così poco. Molti pensano che riciclare non serva a niente perchè tanto una persona in più o in meno non fa differenza, e lo stesso vale per l'utilizzare meno la macchina, o per usare lampadine a risparmio energetico, fare il compostaggio dei rifiuti, usare il fazzoletto di stoffa anzichè i fazzolettini di carta. Ma è proprio qui che molti sbagliano. L'importante non è se queste piccole azioni possono davvero fare o no la differenza su scala mondiale, l'importante è iniziare a cambiare atteggiamento, capire che l'uomo ha delle responsabilità. E magari, un giorno, insegnare queste cose ai nostri figli.
Basterebbe così poco...

28 novembre 2006

American way

Dopo la breve conferenza del Professor Russel alla "Sapienza" di Roma (conferenza che si è dimostrata una lenta scalata di specchi per un vecchio neocon come il luminare in questione) sono alcuni giorni che rimugino sulla politica estera americana.
Credo che questo video sintetizzi bene i miei pensieri.

27 novembre 2006

Blue gold

L'American style con la popolazione irachena.

26 novembre 2006

Il ritorno

Eccomi qua. Speravate di esservi liberati di me vero? E invece niente.
Comunque non sono certo ricomparso per parlare di me, anche se potrebbe essere una soddisfazione adeguata per il mio straripante ego.
Vengo da voi per annunciarvi la lieta novella. E la lieta novella sarebbe questa: il due Dicembre avremo l'onore di veder sfilare sotto le nostre finestre il "popolo" di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord. A Roma. A Piazza San Giovanni...
Come veder passeggiare un palombaro nel deserto del Sahara.
Ma tra le tante piazze di Roma, proprio a San Giovanni dovevano andare? Non potevano andarsi a sbattere al Circo Massimo, o a Piazza del Popolo o riunirsi in privato a palazzo Grazioli. Certo, magari sarebbero stati un po' stretti, ma basta cenare in piedi e già risolvi il problema delle sedie.
San Giovanni è la nostra piazza! Sono anni che ci si svolge il concerto dei lavoratori (tranne lo sciagurato anno del Giubileo, solo Iddio sa perchè!), sono anni che le nostre manifestazioni finiscono lì in un turbinar di bandiere e di comizi più o meno noiosi, sono lustri che quella piazza simboleggia l'irrequietezza della sinistra e la partecipazione politica che ci ha sempre caratterizzato.
E' un oltraggio e uno scempio doverla vedere imbrattata dalle bandiere forzaitaliote.
Ma è pur vero che i tempi cambiano e che il figlioccio politico del Biscione sta tentando di cambiare disperatamente pelle, nella speranza di non svanire nel fumoso ricordo di un periodo un po' cupo.
In effetti, quelli di Publitalia se la stanno prendendo molto a cuore questa marcetta su Roma. Il web è ormai tempestato di avvisi che implorano i milioni e milioni di accesi sostenitori di Berlusconi di trovare un buchino nell'agenda per una scappata a Roma il due Dicembre. Già i creativi del Cavaliere si sono messi in moto per sfornare gadgets irriverenti da sfoggiare durante la parata (e se poi ci si può anche guadagnare meglio ancora!).
E quelli della Lega stanno distribuendo dizionari tascabili Padano/Italiano-Italiano/Padano e un piccolo prontuario di sopravvivenza, compresi finti baffi neri e coppola, sia mai che qualuno restasse indetro nella giungla di terronia.
Adesso non rimane che attendere. Attendere che se ne tornino da dove sono venuti, intendo.
A parte i dubbi sulla consistenza numerica di questi veri-finti cortei, da navigato marciatore sono perfettamente cosciente che le manifestazioni non servono quasi a nulla.
Mi limito quindi a guardare dall'alto della mia decennale esperienza di piazza questi pischelli (politicamente parlando) che credono che una manifestazione sia come una rivoluzione. Sveglia ragazzi! Lunedì si torna al lavoro!

22 novembre 2006

Sorry

Chiedo scusa a tutti per la prolungata assenza.
Purtroppo ho dei problemi personali che mi stanno tenendo a distanza dalla tastiera.
Come dicono dalle parti del vesuvio non tengo 'a capa per scrivere.
Vi chiedo scusa se non mi sono fatto sentire prima...

Spero di tornare presto.

Un saluto a tutti

PS:
avete visto che ora fanno i gadget anti-prodi??? eheheh

06 novembre 2006

Something's gotta give

Punto Primo
In questi due giorni, gli elettori molisani che si sono diligentemente recati alle urne sono stati circa 170.000. Il mio quartiere, a Roma, da solo conta più o meno 110.000 anime.

Punto Secondo
Il governatore uscente Angelo Michele Iorio, ricandidato per la Casa delle Libertà, aveva conquistato il trono del Molise nel 2001 con il 58,2% dei consensi. Era Novembre anche allora. Eravamo in pieno slancio post-elettorale dopo la trionfale disfatta di Rutelli contro il Cavaliere. L'onda lunga si sentiva ancora.

Punto Terzo
Ho un fumoso ricordo di Fabrizio Cicchitto, a Porta a Porta, subito in seguito alle elezioni regionali del 2004 (una disfatta per la CDL) che giustifica la sconfitta affermando che "i governatori uscenti sono sempre avvantaggiati, è ovvio".

Punto Quarto
La CDL non ha sfondato. Se è per questo, non raggiunge neppure il risultato della scorsa tornata elettorale. Tutta la coalizione si ferma al 54%, quattro punti in meno della volta scorsa e Forza Italia perde 4.000 voti, fermandosi al 19%. DS e Margherita (l'Ulivo) insieme superano di gran lunga questa quota, nonostante abbiano perso anch'essi dei voti a favore di altre liste del centrosinistra, SDI in particolare (da 2.000 a 6.000 preferenze).

Conclusioni
La CDL avrà pure vinto, ma l'Unione non ha certo perso. Anzi, la "spallata" che Berlusconi ha provato a dare per l'ennesima volta a Prodi è andata a vuoto. Una vittoria che non serve a Forza Italia, se non per fare un po' di propaganda scema e poco realistica ed una sconfitta utilissima invece per Prodi, visto che queste elezioni dovevano essere un test di tenuta dell'elettorato di sinistra in seguito alla legge finanziaria. Ma non era la sinistra a dover vincere, era la destra che doveva stravincere!
La rivoluzione auspicata da Berlusconi è ben al di là dal venire.

AAA giustizia cercasi

Potrei sbagliare citazione, ma mi pare fosse Socrate a decantare, nel Fedone, quanto fosse sbagliato rispondere alle ingiustizie attraverso altre ingiustizie. A questo punto sorge un ragionevole dubbio: o ad Harvard non si insegna filosofia antica, oppure gli Stati Uniti sono tutto tranne quel faro di democrazia che credono di essere. Io propenderei per la seconda ipotesi.
Ma andiamo con ordine.
Hanno condannato a morte Saddam Hussein. Chi l'ha condannato a morte, un tribunale internazionale? Assolutamente no. C'ha pensato un tribunale iracheno, composto da giudici messi lì dal nuovo regime pseudo-democratico impiantato da Washington (l'ultimo di molti, a partire da Panama). E su quali basi giuridiche?
Andiamo di nuovo con ordine.
Gli americani si sono spinti fino allo sconosciuto Iraq (sconosciuto perlomeno agli studenti universitari di Harvard, incapaci perfino di indicarlo sulla cartina) perchè Saddam era una minaccia per il pianeta, non per l'economia americana. Non è vero che i Marines sono stati mandati lì perchè gli USA hanno riserve territoriali di petrolio per altri 5 anni (con base al 1998) mentre in Iraq ne hanno di che estrarre per altri 511 anni. E non è vero che gli americani sono andati lì perchè Saddam pagava in euro e non più in dollari (così come l'Iran e la Corea del Nord, insolito non trovate?). Bush ha voluto salvaguardarci dalle micidiali armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate purtroppo (maledetto Saddam, si porterà il segreto nella tomba! Accidenti a lui!).
Gira e rigira gli americani riescono a catturare il temibilissimo Raìs: dopo mesi e mesi di ricerche riescono a snidarlo dal suo nascondiglio segretissimo. Un buco. Saddam si nascondeva in un buco. Alla faccia del temibilissimo Raìs.
Lo prendono, lo carcerano, probabilmente ci fanno strani giochini sessuali fino a sfinirlo e poi lo consegnano agli Iracheni. Non lo spediscono impacchettato all'Aja per essee giudicato secondo i criteri di Norimberga dal Tribunale Penale Internazionale entrato in funzione nel 2002, lo lasciano in Iraq. Ma non era una minaccia per il mondo? Non si era macchiato di crimini di guerra, crimini contro la pace, crimini contro l'umanità? In questo caso l'unica Corte competente a giudicarlo sarebbe stata all'Aja. Evidentemente il temibilissimo Raìs non era poi così temibile.
Oppure il motivo è che gli USA si sono sempre rifiutati di ratificare il trattato istitutivo della Corte per paura di essere giudicati loro stessi colpevoli di qualche reato penale internazionale? Chissà...

Di tutto ciò resta una sola cosa. Un essere umano penzolerà da una corda. Per quanto possa essere cattivo, per quanto male possa aver provocato ai curdi, per quante persone possa aver fatto a pezzi, non si può permettere che gli venga tolta la vita. Prima di tutto perchè è sbagliato. Ed inoltre perchè quel disgraziato non ha neppure avuto un processo regolare. Tanto vale che l'avessero sgozzato come una gallina in mondovisione quando lo trovarono. Il risultato sarebbe stato lo stesso. Un'ingiustizia.

Mi scuso per lo stile incolto dello scritto, ma andavo di fretta :-)

03 novembre 2006

Il Cavaliere perde il pelo...

... ma recupera col trapianto, verrebbe da dire. In realtà Silvio Berlusconi non perde davvero il vizio. A farne le spese per l'ennesima volta altri non è che Michele Santoro, di recente rimpatriato dal lungo esilio politico.
La vicenda è la seguente: durante l'ultima puntata di Annozero, il programma di Santoro che fino a due giorni fa raccoglieva le lodi sperticate di quasi tutto il centrodestra, si è parlato degli ennesimi problemi giudiziari del Cavaliere di Arcore. Ad introdurre l'argomento c'ha pensato Marco Travaglio (giornalista di destra contro ogni apparenza e soprannominato l'"uomo archivio") in compagnia di Filippo Facci, giornalista del Giornale e collaboratore di Mediaset. La discussione si è protratta per una decina di minuti, non di più, e chi ha visto la puntata (io, ad esempio) può testimoniare la completa imparzialità di Santoro (non ha aperto bocca) e la più assoluta par condicio da dibattito pre-elettorale tra i due giornalisti. Qualche seggiola più avanti era accomodato Renato Brunetta (FI) e non ha avuto nulla da ridire.
Ma Berlusconi voleva assolutamente dire la sua, voleva partecipare alla discussione, imporre la sua versione dei fatti. Al telefono.
Solo che Santoro non accetta le telefonate di nessuno, non l'ha permesso ad Agazio Loiero e neppure all'avvocato del capitano Ultimo che volevano intervenire durante delle puntate precedenti. Giustamente, non vi era alcuna ragione al mondo di fare un'eccezione per un Deputato qualunque.
Ma Silvio Berlusconi non è una persona normale, è piuttosto il tipo "leinonsachisonoio" e ha telefonato a Petruccioli inviperito. E vi pare che il Presidente della Rai possa prendere le difese di un suo giornalista? Ma quando mai, ma dove vivete? La prima cosa che Petruccioli a fatto è stata lavarsene le mani e lasciare che nella fanghiglia ci si rotolassero i Consiglieri d'Amministrazione (cariche politiche) in maggioranza di centrodestra. Quale sarà il risultato?
...
...
...Una mattina...
...mi son svegliato...
...oh bella ciao...
...

Morale della favola
Quando sentiamo queste notizie, e tra parentesi se la sono presa anche con Report per un piccolo inciso su Meocci, non dobbiamo più stupirci del fatto che certe cose accadano. Ormai dobbiamo iniziare a stupirci del fatto che non siano successe prima. Purtroppo dovremmo iniziare a chiederci come ha fatto un programma come Annozero a durare così tanto senza che lo chiudessero.
Questa qui è l'Italia.
La libertà di stampa è due porte più avanti.

02 novembre 2006

Il decalogo

Dalle colonne di Libero, il giornale dell'uomo più coinvolto d'Italia, Bruno Vespa ha deciso di propinarci un'intervista al Cavaliere nella quale il Cavaliere stesso spiega quali sono stati i dieci errori fondamentali che lo hanno portato a perdere le elezioni. Inutile dire che non si tratta di autocritica. I dieci errori fondamentali li hanno compiuti gli altri, non di certo Belrusconi.
Questo è tipico del personaggio, ormai lo sappiamo. Ma andiamo con ordine. L'articolo inizia con una bella analisi psicologica del Berlusconi post-elettorale.
"Nei sette mesi successivi alle elezioni, Silvio Berlusconi ha attraversato tre fasi": il rigetto, la riflessione prudente e l'attacco. Sul rigetto siamo tutti d'accordo, e forse molti di noi avrebbero barattato volentieri la palla di un occhio con l'esilio permanente di Belrusca al Billionaire."«Ho avuto un forte rigetto nei confronti della politica, a causa del comportamento di alcuni alleati, del risultato elettorale e per il successo dell'antica, sperimentata professionalità della sinistra su come si gestiscono le operazioni di scrutinio. Per mesi ho faticato a seguire la cronaca politica sui giornali e i soliti pastoni dei telegiornali. E ho provato rigetto anche verso l'obbligo di certe frequentazioni». I suoi famigliari le hanno suggerito di lasciare? «Mia madre, nel 1993, quando tutti i miei famigliari e gran parte degli amici erano contrari alla mia discesa in campo, mi disse: se ti senti in dovere di farlo, devi trovare il coraggio di farlo." A parte il fatto che familiari i scrive senza g, ma non era Forza Italia quella del decalogo del rappresentante di lista? Peraltro con al suo interno informazioni illegali rispetto alla normativa elettorale vigente. Inoltre Berlusconi si dimentica (poverino, è l'età) che il suo progettino di discesa in campo non inizia nel 1993, ma già nel 1992 Dell'Utri aveva dato incarico a Ezio Cartotto di istruire i dirgenti Publitalia su come trasfromarsi da pubblicitari in politici. E possiamo star certi che prima che con familiari e amici, Berlusconi si fosse consigliato con Craxi e, perchè no, con qualche amico palermitano.
La seconda fase mi sembra un po' esagerata, più che "riflessione prudente" la chiamerei "tentativo di plagiare l'elettorato attraverso campagne denigratorie e di sospetto sulla legittimità del voto, evidenziando impossibili soluzioni di riconteggio dei voti e regalando perle di rara saggezza sulle qualità psicoattitudinali dei suoi oppositori politici", ma questa è solo un'opinione.
"Così, soltanto nel caldo autunno romano ha cominciato a dimenticare il "decalogo della sconfitta", cioè la serie incredibile di errori minuti che hanno condotto la Casa delle Libertà a perdere la sfida delle urne. Sarebbe bastato non farne uno, uno solo, e tutto sarebbe stato diverso." E subito Berlusconi tira in ballo l'euro, gli alleati, la sfiga. Mai la sua incompetenza personale.
La terza fase è il tocco di genio di un Ciambellano di corte: "nella terza, iniziata a metà ottobre 2006, è partito all'attacco a cominciare dalla grande manifestazione del 21 ottobre a Vicenza, con Gianfranco Fini e Umberto Bossi". Se per grande manifestazione intendeva quella scampagnata di tremila anime in piazza, siamo d'accordo.
Ma, insomma, quali sarebbero questi errori compiuti da Berlusconi, anzi, dagli altri cattivoni che tramano contro di lui?
"«Il primo» mi dice «fu chiedere una "discontinuità" nel governo. Il governo delle 36 riforme, più di quelle realizzate da tutti gli altri precedenti governi messi insieme. Il governo che, per primo, aveva abbassato la pressione fiscale. Il governo che aveva aperto 106 cantieri di grandi opere contro i 7 della legislatura precedente. Il governo che aveva fatto dell'Italia, finalmente, un paese internazionalmente apprezzato e credibile. La richiesta di discontinuità è stata, insomma, un atto di masochismo assoluto. Quale segnale peggiore poteva darsi agli elettori a cui, invece, si sarebbe dovuto chiedere di rinnovare la loro fiducia proprio sulla base dei grandi risultati raggiunti dal governo che aveva battuto ogni record di stabilità?»".
Vabbè, abbiamo capito...

01 novembre 2006

La grande fuga

Claudio Lippi si dissocia. Ha deciso di abbandonare la sua creatura, Buona Domenica, e di abbandonarla allo sfascio più completo, inaugurato in questa stagione dalla presenza sullo schermo dei personaggi più noti della tivvù spazzatura. Quei pochi coraggiosi che si sono trovati a fare incautamente zapping da quelle parti sanno di cosa parlo. Hanno trasfromato un programma televisivo (non che gli anni passati fosse culturalmente edificante) in un'isola felice per gli individui più ignobili che abbiano transitato sulle pagine dei giornali scandalistici italiani. Ci fosse un solo protagonista che si sia reso famoso per qualcosa di più che un reality, se gli dice bene. La maggior parte si trovano sullo schermo o perchè hanno messo le corna a qualcuno più famoso di loro, o perchè hanno qualche scandalo alle spalle.
Tutto il programma ruota intorno a delle scenette ridicole in cui i presenti si scannano su un finto ring dandosi a vicenda del porco, dell'idiota, del finocchio, della puttana ecc.ecc. Tutto finto. Tutto in fascia protetta. Anche se non credo che una madre che apprezza tale tipo di televisione abbia la sensibilità di salvare i propri figli da orrorose visioni di tal genere. Molto probabilmente quella madre non ha molto altro da offrire ai propri figli e quei figli, una volta cresciuti, non avranno molto altro da offrire ai propri figli e così via, in una infinita catena di ignoranza e stolidità che permetterà a chi scrive i testi di certe schifezze televisive di prosperare.
Ricordiamoci che la colpa è nostra. Se c'è la pubblicità in tv è perchè qualcuno la guarda. Se ci sono certi programmi è perchè qualcuno si siede sul proprio divano e li guarda. Quando inizia la pubblicità, cambiamo canale, cerchiamo una programmazione sostitutiva, oppure spegniamo la tv per qualche minuto, anzi, spegnamola più spesso. Quando non c'è nulla da vedere, apriamo un libro, facciamo una telefonata, parliamo con qualcuno, usciamo di casa. Dissociamoci anche noi.

29 ottobre 2006

Crimini di post-guerra

E' apparsa ieri una notizia inquietante sul giornale britannico The Indipendent. Riguardava la recente guerra in Libano tra Israele e le milizie Hizbullah.
La British Scientific Secretary del Comitato Europeo per la Radioattività ha prelevato campioni di terra nei luoghi in cui si è combattuto, tra Luglio e Agosto di quest'anno, nei pressi di Khiam e At-Tiri, luoghi in cui gli scontri furono particolarmente cruenti. Stando ai primi esami compiuti in loco, la terra raccolta all'interno di crateri lasciati da missili israeliani presenterebbe alti livelli di radioattività (elevated radiation signatures, dice il rapporto).
Il Dott. Chris Busby, responsabile del gruppo scientifico, afferma che vi sono due possibili spiegazioni alla presenza di radiazioni elevate: le bombe potrebbero essere dei modelli sperimentali a fissione nucleare (thermobaric weapons), oppure dei missili anti-bunker tradizionali all'uranio arricchito, per penetrare nel suolo.
Ma le notiziole non finiscono qui. Jacob Edery, il Ministro Israeliano per i rapporti col Parlamento, ha recentemente ammesso l'uso di armi al fosforo bianco negli attacchi contro il Partito di Dio. Molti cronisti affermano, purtroppo, di aver visto alcuni bambini, negli ospedali, morti per danni causati quasi certamente da armi di questo tipo (per chi volesse saperne di più sul fosforo bianco, sul blog c'è il banner per il servizio di RaiNews24 su Falluja), che ustionano il corpo senza alterare gli abiti o gli oggetti intorno.
Dopo l'uso certificato di cluster-bombs, adesso questo.
Una guerra ignobile. Quando capirà il mondo che le guerre non sono combattute da buoni e cattivi, ma solo da cattivi?

27 ottobre 2006

Anno Domini 2006

Prove di razzismo oggi alla Camera. L'Onorevole Elisabetta Gardini (Forza Italia, quelli che si dicono moderati) sarà pure un'ignorante, ma la grinta non le manca e le cose non te le manda mica a dire da altri. Quando ha visto l'Onorevole Luxuria uscire dalla toilette pour dames per la centomilionesima volta dall'inizio della legislatura non c'ha visto più e ha sbottato "Luxuria esca dal bagno! Tu sei un uomo, non puoi stare qui: devi andare in quello degli uomini!".
Ora, io non vorrei dare una delusione alla Signora Gardini, ma non credo che Luxuria vada nel bagno delle signore per spiarle da sotto la porta mentre espletano la minzione, credo piuttosto che Luxuria si rechi da quelle parti perchè, effettivamente, è il luogo a Lei più congeniale. Non importa se invece di farla seduta la fa impiedi, l'aspetto, l'animo e i possibili istinti sessuali sono quelli di una donna. Anzi, forse per Lei è ancora più importante poter entrare in un bagno femminile, quasi una rivincita quotidiana direi.
"La mia è stata una reazione fisica, di pancia" dice la Gardini "Proprio non mi aspettavo di trovare un uomo nei nostri bagni. Credevo che la questione fosse stata risolta da tempo e trovare Guadagno lì mi ha provocato un trauma. E spontanemante gliel'ho detto. Adesso mi rivolgerò ai questori affinchè trovino una soluzione. Tanto più che il mio disagio è quello avvertito da tante colleghe. Comunque trovo assolutamente eccessivo che la questione, di organizzazione interna, sia stata portata all'esterno. Mi vergogno che si dia una immagine così di basso profilo del Parlamento. Se avessi saputo, sarei stata zitta..."
Non si preoccupi Onorevole Gardini, parli pure. A vanvera. Come al solito.

25 ottobre 2006

E io pago, ancora...

Recentemente, Repubblica ha pubblicato le cifre che la regione Sicilia spende ogni anno per i suoi dirigenti della pubblica amministrazione: 162 milioni di euro. Per fare un paragone, in Lombardia la spesa si aggira intorno ai 19 milioni, un decimo, più o meno.
Però non mi va di essere polemico, in fondo sono convinto che a tutto ci sia una spiegazione. Secondo me la colpa non è nè degli sprechi, nè è da ricercarsi in logiche clientelari e velatamente mafiose. Secondo me la colpa è dei dipendenti. E sì, per forza. Non ci sono dubbi.
Molto probabilmente i quadri dell'amministrazione dell'isola sono scelti tra una rosa di scimmie ubriache che non saprebbero neppure farsi il nodo alle scarpe senza ricorrere alle istruzioni di Ikea, quelle con le figure. Altrimenti non si sipiega perchè in Sicilia c'è un dirigente ogni sei dipendenti e un capoufficio ogni due (in Lombardia i dirigenti sono uno ogni sessanta impiegati), e questo spiegherebbe anche perchè sono così ben pagati. Diavolo, provateci voi a stare appresso a delle scimmie ubriache per lo stipendio da fame che danno a Milano!
Ha fatto bene Cuffaro a cautelarsi contro le possibili deficienze del sistema amministrativo della regione, e ha pensato bene di riempire ogni angolo degli uffici regionali di dirigenti pronti a imboccare gli impiegati e a cambiargli il pannolone, se necessario.
Certo, qualche malfidato potrebbe pensare che dietro tutto questo c'è il vecchio sistema di amicizie di famìgghia che tanto ha rovinato la vita sociale e la reputazione della splendida isola, e forse, se si andassero a gardare i precendenti storici di Cuffaro (storica la sua apparizione a Samarcanda, nel 1991, quando si erse a difesa dell'onore siciliano contro un individuo che stava sul palco e che non capiva una minchia di mafia, un certo Giovanni Falcone) si potrebbe pensare che questo malfidato abbia ragione. Ma così non è! Così non è! Sono sicuro che se si lasciasse a Cuffaro un po' di tempo per spiegare, per dirci per filo e per segno qual'è la strategia che vi è dietro questo spreco di denaro pubblico, tutto sarebbe più chiaro. E sicuramente peggio.

Ringrazio Valentina per la segnalazione dell'articolo

21 ottobre 2006

Per Vicenza? giri a destra...

Finalmente ce l'hanno fatta! E' stato più faticoso di un parto cesareo, ma alla fine sono scesi in piazza. A Vicenza. Come se le manifestazioni contro il governo Berlusconi si fossero tenute a Firenze o Bologna. La prossima volta ce la faranno a passare il Rubicone? Chi può dirlo. Il popolo leghista non si sente a proprio agio in terra straniera e, per ora, Berlusconi fa più le veci di un leader aziendale che di partito. Fini ha spostato più a nord l'asse Roma-Cologno Monzese, forse intimorito dalla possibilità di fare flop con una manifestazione nella capitale.
Stando alle stime del Corriere, di Repubblica e dell'Ansa, a Vicenza starebbero sfilando "migliaia" di persone. Non decine di migliaia, non centinaia di migliaia, nè tantomeno milioni come auspicavano molti elettori Italoforzati. Inoltre, si tratterebbe di una manifestazione di destra, non di centro-destra, vista l'assenza giustificata dell'UDC dal mucchio.
Un successo? Non sta a me dire il contrario. Ma credo che la senzazione diffusa di essere tutti quanti a contribuire alla manovra fiscale e non solo i redditi bassi come durante il governo Berlusconi, qualche effetto lo stia ottenendo. Vedremo.

19 ottobre 2006

Shit happens

Potrebbe capitare a chiunque di avere un amico palestinese, o potrebbe capitare a chiunque di conoscere un iraniano o un afghano. Potrebbe anche succedere che qualcuno abbia la necessità di spedire dei soldi da quelle parti, oppure potrebbe anche succedere che questi amici mediorientali conoscano dei membri di Hamas, Ansar Al-Islam, senza necessariamente farne parte.
Potrebbe anche accadere che un membro della CIA stia, per caso, monitorando in quel momento i movimenti di denaro, oppure le conoscenze di presunti membri di gruppi terroristici, e spunti fuori il vostro nome. In fondo avete fatto una telefonata, o avete mandato un assegno, ad un amico di un amico di un presunto terrorista.
In questo caso potrebbe succedere che l'agente della CIA inoltri il vostro nome all'interno dell'organizzazione e potrebbe succedere che il vostro nome raggiunga un fascicolo ben preciso.
Potrebbe capitare che tale fascicolo venga recapitato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che il Consiglio lo giri al Comitato per le Sanzioni. Stando alla risoluzione 1373, il Consiglio di Sicurezza ha il potere, senza interpellarvi, di inserire il vostro nome nelle "liste nere". Il Comitato per le Sanzioni (composto dagli stati membri del CdS) decide in poche ore se applicare le sanzioni personali o no. Non viene neppure controllata la posizione del proscritto. Il proscritto non sa neppure di essere inserito nelle "liste nere".
Entro due giorni dalla vostra telefonata in Palestina, il vostro conto in banca viene congelato. Tutti i vostri beni sono posti sotto sequestro giudiziario senza che neppure siate stati informati della cosa. Non solo, ma non c'è neppure la possibilità di fare ricorso, poichè gli individui non possono accedere al Consiglio di Sicurezza.
Volete sapere come può accadere tutto ciò? Tramite un processo detto "a cascata": il Consiglio di Sicurezza delibera una risoluzione; la risoluzione è vincolante per gli Stati membri (art.41); l'applicazione delle risoluzioni dell'ONU è competenza del Consiglio Europeo e della Commissione Europea che nel giro di poche ore, prima adottano una posizione comune nell'ambito della PESC, e poi emettono un regolamento vincolante per gli Stati membri dell'Unione contenente i nomi che sono all'interno delle "liste nere".
Se le liste vengono aggiornate con nuovi nomi, nel giro di pochi giorni la Commissione emette dei regolamenti di secondo grado per aggiornare le liste riguardanti cittadini o residenti nell'Unione. Il tutto senza che nessuno ne sappia nulla.
Ma potrebbe anche capitare che qualcuno voglia rivolgersi al giudice per ribellarsi a quest'ingiustizia. In questo caso, il giudice nazionale non può fare nulla, e il Tribunale di I grado della Comunità ha recentemente emesso una contestata sentenza in cui ammette che nemmeno l'Europa può fare nulla.
Il diritto di proprietà è stato violato? il Tribunale dice che non è una deroga permanente, visto che prima o poi i beni saranno scongelati. Il diritto alla difesa? Può essere sospeso, in fondo ci sono delle indagini in corso. Il diritto ad un giudice, ad un giusto processo? Può essere derogato, visto che i diritti di proprietà non sono inseriti tra i diritti fondamentali della CEDU (Convenzione Europea Diritti Umani).
Che si può fare allora?
Secondo il Tribunale di I grado, si può mettere in atto il meccanismo di protezione diplomatica: lo Stato in cui si risiede o di cui si è cittadini dovrebbe andare di fronte al Comitato per le Sanzioni a garantire per voi. A chiedere che siano rimosse le sanzioni personali. Ma lo Stato non è vincolato. Sarebbe a sua completa discrezione. Stando agli esperti di diritto internazionale, si farebbe molto prima a fare un viaggetto fino a Langley, alla sede della CIA, e contrattare con loro il ritiro delle sanzioni.

Se vi sembra giustizia questa...

17 ottobre 2006

Sesto senso

Cose da pazzi. Qualche giorno fa ho letto una notiziola sul sito del Corriere e quasi non riuscivo a crederci.
Tre membri del governo svedese sono stati costretti a dimettersi a causa di un gigantesco scandalo giudiziario portato alla luce da un quotidiano locale. La nazione tutta si è indignata per la condotta scorretta dei propri rappresentanti ed il Primo Ministro non ha potuto fare altro che chiedere le dimissioni dei Ministri che si sono macchiati dei terribili crimini.
Che vergogna, che schifo, che disgusto. Non avrei mai creduto che in Svezia potessero esserci dei politici delinquenti, credevo fosse una caratteristica tipicamente italiana. Invece le pecore nere sono ovunque. Vergogna!
Certo, dalle nostre parti non stiamo meglio.
In questo momento abbiamo 25 parlamentari condannati in via definitiva che continuano a rappresentare la nazione. Tra i crimini più comuni spiccano il favoreggiamento, il finanziamento illecito, tangenti, corruzione, ma c'è anche chi è stato condannato per banda armata, detenzione di ordigni esplosivi, incendio "con finalità discriminatorie", abusivismo edilizio, falso e tanti, tanti altri reati più o meno gravi.
Più di ottanta sono tuttora sotto processo e in attesa di giudizio, in totale un parlamentare su dieci è coinvolto in qualche affare non esattamente pulito.
Comunque c'è da dire che nessuno di loro è stato costretto a dimettersi. Mai l'opinione pubblica si è minimamente interessata alla faccenda, mai i segretari di partito hanno espulso i propri membri per questioni giudiziarie. Mai nessuno si è dimesso di sua spontanea volontà per guai con la legge. Quindi, in fondo, non siamo messi poi così male. Se quei tre svedesi sono stati costretti a dimettersi debbono averla combinata davvero grossa. Saranno degli stupratori di minorenni, dei serial killers, dei terroristi sopravvissuti allo schianto sulle torri ed emigrati in Svezia prima di essere fermati dall'FBI, degli scafisti, dei commercianti d'organi, dei dittatori nord-coreani.
In realtà no. Non è così.
Il loro crimine è stato un altro.
Non hanno pagato il canone tv per oltre 10 anni.
E uno di loro pagava in nero la baby sitter.
...No comment...

PS:
il "Sesto senso" del titolo si riferisce al senso civico. Una qualità più unica che rara in Italia, sia dentro che fuori le aule parlamentari.