
Ma la sua eredità Anna l'ha lasciata. Forse così non parlerà più, non griderà più le cose orribili che l'esercito russo compie giornalmente in Cecenia e in Dagestan, non farà più sentire il suo disprezzo per un governo di Mosca che autorizza certi massacri, ma i suoi articoli, il suo lavoro parleranno per lei. E sono convinto che qualche altro coraggioso o coraggiosa raccoglierà la sua eredità in un paese che, per parafrasare il titolo di un suo libro, sta lentamente scivolando dalla democrazia in qualcosa che è meglio non nominare, tant'è la paura, quasi una certezza, che prima o poi le parole di Anna si avverino.
1 commento:
Bel post, bravo Attila.
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