15 ottobre 2006

Comunicazione di servizio

Dlin-dlon
A tutti i passanti. Il blog ha traslocato su blogger beta. Come potete notare non è cambiato assolutamente nulla, se non alcuni colori dei font (che sto ancora scegliendo) e la scoparsa di alcuni banner. Appena avrò un minuto di tempo, in tutto questo oziare, ripristinerò la vecchia fisionomia del blog con tutti i suoi elementi e, spero, qualcosa di nuovo.
Grazie per l'attenzione. Buonasera.

Col tempo si cura...

Oggi ho avuto un'illuminazione. Per un attimo le campane hanno suonato, un fascio di luce bianca si è posato su di me e mi si è azzerata la salivazione.
Volete sapere cos'ha provocato tali sintomi? Oggi ho capito, per la prima volta, come sono fatti i leghisti. Non dico fisicamente, in fondo dovrebbero essere più o meno come un qualunque calabrese; parlo del loro modo di fare, del loro carattere, delle loro strano modo si socializzare. Ebbene, contrariamente a quello che si pensa, i leghisti non sono cattivi, non sono burberi, non sono xenofobi e neppure profondamente razzisti; sono solamente impulsivi. Cioè quando dicono una cosa non significa che ci hanno pensato su prima di dirla: agiscono alla cieca, come un toro di fronte ad un drappo rosso o come me di fronte ad una bella donna. In tutti i casi non finisce mai bene.
Non mi credete che sono solo impulsivi? Provate a ragionarci su con degli esempi.
Prendiamo Maroni. Recentemente ha dichiarato a Vanity Fair (prima Bondi con la sua rubrica, adesso Maroni... è quasi più autorevole di Libero) che lui scarica canzoni da internet facendosi un baffo dei copyright e di quello che potrebbero pensare le case discografiche. Secondo l'ex Ministro, è stupido negare ai giovani la possibilità di ascoltare liberamente musica. Niente da eccepire, verrebbe quasi voglia di votarlo. Senonchè si tratta dello stesso Maroni che votò nel 2004, insieme alla Lega in blocco, il disegno di legge Urbani, quello che ha reso penalmente perseguibile chi scarica da internet canzoni senza donare un obolo per i diritti d'autore.
Vedete? Si tratta di impulsività. Dopo averci riflettuto bene (quasi 3 anni...), Maroni a capito che la legge era un'idiozia e si è ricordato anche di avere un figlio che per colpa della sua legge rischiava fino a quattro anni di gabbio.
Se non vi ho ancora convinto con le mie argomentazioni assolutamente fondate e perfettamente dimostrabili, vi invito a considerare il caso umano numero due: l'Onorevole Calderoli. L'ex Ministro per la Devoluzione ha dichiarato pubblicamente che la propria legge elettorale era una "porcata", ma solo dopo averla votata e approvata. Di cosa credete che si tratti se non di impulsività?
E' ovvio che ho ragione, senza dubbio.
Questo criterio può essere applicato a tutti gli esponenti della lega.
Bossi? La sua impulsività l'aveva portato a far cadere il primo governo Berlusconi e a promuovere la secessione dei popoli padani (a trovarli!). Poi ha capito che lo stipendio da parlamentare italiano gli era utile per pagarsi la macchina nuova ed ha preferito rientrare nei ranghi.
Borghezio? Quando nel 1993 ha picchiato un bambino marocchino è stato costretto ha pagare un risarcimento di settecentocinquantamila lire. Dopo questo fatto ha capito di aver agito con impulsività, e quando se l'è dovuta prendere con un campo di immigrati a Torino ha preferito fare il piromane per evitare di essere riconosciuto.
Come potete facilmente notare, i leghisti non sono persone cattive, ma semplicemente malate di impulsività eccessiva. Dobbiamo aiutarli a superare questi problemi, istituire delle strutture di supporto per il recupero dei leghisti colpiti dall'impulsivitas celticorum.
Quando incontrate un leghista, non dovete voltargli le spalle, aiutatelo a superare i propri limiti impulsivi. Dategli tempo di ragionare. Regalategli un futuro migliore.

14 ottobre 2006

Il ribelle imbelle

"Poiché avverto i segni già evidenti di un'assuefazione agli strappi della legalità e delle regole fondamentali della democrazia da parte di questo governo (dalla conquista del potere in modo dubbio alla occupazione e spartizione di tutti i vertici delle istituzioni, alla distruzione sistematica di tutte le riforme varate dal Governo precedente, al connubio impressionante tra affari e politica fino alla persecuzione e alla vendetta nei confronti del leader dell’opposizione) [...] ritengo che tra le forma democratiche e non violente che vi sono per difendere i diritti dei cittadini e la democrazia italiana vi sia quella dello sciopero della fame. Adotterò nei prossimi giorni questa forma estrema di dissenso, dopo aver valutato freddamente e consapevolmente tutte le conseguenze che ne possono derivare."

E così il Sottomesso agli Affari Interni di Forza Italia ha deciso di astenersi dal mangiare. Sembra faccia sul serio. Il tentativo del Governo di aumentare la concorrenza televisiva (anche a scapito della Rai d'altronde - e forse di Rai Tre, oltrettutto) è stata la goccia che ha fatto traboccare il già ricolmo vaso della pazienza di Sandro Bondi.
Va bene aver osato sconfiggere di mezza lunghezza l'Oracolo di Milano2; va bene tentare di processarlo per crimini che non ha commesso, e se li ha commessi comunque non sta bene ricordarglielo; va bene perfino rivolgersi ad Egli in persona restando in posizione eretta e senza l'uso del plurale maiestatico, ma questo è troppo! E per Sandro Bondi, quando è troppo è troppo!
Si sciopera. Niente più pasti luculliani cucinati amorevolmente dallo Chef Michele di Arcore (esiste sul serio), e neppure pizze di gruppo con gli altri papaveri di Forza Italia. Dieta stretta fino alle sue estreme conseguenze. Quest'ennesima prova d'amore è, bisogna ammetterlo, ammirabile in Sandro Bondi, pronto a immolare se stesso per colui che lo convertì sulla via di Brescia a colpi di Rolex. Niente male per un ex comunista.

Preferisco astenermi da commenti riguardanti l'opportunità di una tale manovra politica e le fesserie che l'hanno accompagnata, vorrei solo fare presente all'Onorevole Bondi che, prima che riesca a smaltire tutte le scorte accumulate durante questi anni da stipendiato pubblico (e che stipendio!) ed avere un aspetto, quantomeno, emaciato, la legge sarà bella che passata e l'Onorevole Bondi non avrà contribuito alla lotta per la tutela dei beni del Cavaliere, ma solo a quella contro il colesterolo, vetero-communista anch'esso, ovviamente.

13 ottobre 2006

The great conspiracy

The Great Conspiracy è un documentario canadese dedicato all'11 Settembre, prodotto e diretto da Barry Zwicker, giornalista e attivista politico che diresse l'inchiesta civile internazionale sul tema che si tenne presso l'Università di Toronto nel maggio 2004.
Il filmato (diviso in sette parti, Dio benedica YouTube) è affascinante per chi capisce l'inglese parlato da un canadese. Per semplificarvi la vita ho messo il link alla trascrizione in pdf, sempre in inglese, ovviamente.
Adesso andate a comprare un pacco di pop corn, di quelli fosforescenti che si preparano nel microonde, un paio di bibite (a scelta), sbragatevi comodi e godetevi la visione del film. Potete anche vederlo a più riprese, così non sarete costretti a stare 75 minuti davanti allo schermo del pc e forse non vi verrà un tumore al cervello (CONTROLADESTRA ci tiene alla vostra salute).















Il presente documentario non rappresenta necessariamente il punto di vista del blog, ma ci siamo quasi...

12 ottobre 2006

Deficienza di massa o una massa di deficienti?

La Grandiosa Corea del Nord ha effettuato il primo test atomico della sua storia. Manco il tempo di esaurire l'eco dell'esplosione che già si raccoglievano le reazioni internazionali all'evento, tutte sostanzialmente simili: condanna decisa, toccherà alle Nazioni Unite darsi da fare per punire l'altezzosità del regime di Pyongyang.
Giusto. Niente da eccepire. Anche se la bomba, molto probabilmente, non supera neppure la potenza di un kilotone (stando agli esperti dell'AIEA) ed è talmente ingombrante che per metterla su un missile non basterebbe un gigantesco paranco, si tratta pur sempre di un'arma di distruzione di massa. E che arma! Una bomba atomica!
Qui non stiamo parlando di gas mostarda o missili katiuscia, qui parliamo di un ordigno nucleare. Oltre all'esplosione devastante, genera danni per le generazioni successive. Una cosa spaventosa.
Tutti sono d'accordo che l'intervento del Consiglio di Sicurezza sarà la mossa migliore contro Kim Jong Il, anche gli Stati Uniti, anche George Dabliu Bush. Ha dichiarato di fronte al mondo che sarà necessario trovare una soluzione alla crisi e pianificare degli interventi per sanzionare la condotta della Corea del Nord, all'interno del dettato della Carta dell'ONU.
Non vi sembra strano che nessuna televisione abbia registrato un dialogo come questo?

giornalista: "Signor Presidente, francamente, quando avete intenzione di attaccare?"

Bush: "Attaccare? Attaccare cosa?"

giornalista: "La Corea del Nord. Ha un'arma di distruzione di massa. Voi siete i salvatori del mondo, ci avete liberato dal temibilissimo Saddam Hussein, cosa aspettate a salvarci dalla minaccia di Kim Jong Il? che fate, iniziate con i cruiser o spedite gli stealth a fare il lavoro sporco?"

Bush: "Ehm, non attaccheremo nessuno, noi sosteniamo la risoluzione pacifica delle controversie attraverso le Nazioni Unite"

giornalista: "Ahwahwahwahwahw! No, seriamente, quando attaccate?"

Bush: "Spegnetegli il microfono!"

Possibile che nessuno si sia chiesto come mai gli Stati Uniti erano tanto ansiosi di radere al suolo l'Iraq, e adesso che uno "stato canaglia" tira fuori una bomba atomica aspettano cheti cheti le decisioni del Consiglio di Sicurezza?
I giornalisti sanno ancora fare il loro mestiere?
Perchè nessuno chiede anche ai nostri politici che hanno appoggiato spassionatamente Bush nella "guerra al terrore" (tremate gente!) se non si dovrebbe smantellare la Corea pezzo per pezzo e impiantarci la democrazia come i Iraq?
Perchè?
Mh?

10 ottobre 2006

I conti non tornano e neppure i voti

Sono sempre stato affascinato dalla capacità di Silvio Berlusconi di modificare la realtà che lo circonda a suo piacimento. E' qualcosa che sta a metà tra la faccia di bronzo e la schizofrenìa, con una buona dose di fortuna a condire il tutto. Fortuna, perchè deve solo ringraziare il cielo che i suoi elettori sono talmente assuefatti alle smielate cazzate che dice, che non riescono più a vivere senza.
Chi come me gira quotidianamente nei meandri del sito di Forza Italia (no, non sono masochista) non può fare a meno di provare pena per tutte quelle aspettative che prima o poi saranno deluse dall'Idolo vivente. L'ultima su cui mi si è posato l'occhio è l'ormai leggendaria conta dei voti. Potete crederci o no, ma sul forum del sito c'è ancora gente che chiede disperatamente "ma quei voti li ricontiamo oppure no?", "che fine a fatto il riconteggio?", "ehi, ci siamo arresi? Dove è finito il riconteggio dei voti?".
Avendo trovato 70 centesimi sul marciapiede mentre tornavo a casa, oggi mi sento particolarmente magnanimo ed ho deciso di dire la verità a chi aspetta ancora a bocca aperta di sapere se Silvio salirà di nuovo al potere entro questa legislatura. Purtroppo non si tratta di buone notizie.
Il riconteggio non si può fare. Fatevene una ragione.
Non lo dico io, lo dice la legge. La vostra legge.
In particolare l'articolo 79 comma 2, del DPR 361/1957 modificato dalla "porcata" 270/2005, vieta espressamente all'ufficio centrale circoscrizionale di tornare sul voto, contestandone la legittimità o richiedendo una nuova valutazione dei voti già conteggiati. Gli unici voti ricontrollabili sono quelli contestati al momento dello scrutinio, operazione, peraltro, già conclusa con esito inconcludente.
Coraggio adesso, non fate così, non è poi così grave. Si chiama "alternanza" è una cosa che va avanti già da qualche centinaio di anni in tutto il mondo e non ci è mai morto nessuno. Almeno fino ad ora...

09 ottobre 2006

Per quel pezzetto di stoffa

Hijab è il nome tecnico del velo che portano le donne che credono nell'Islam. Totalmente differente dal Burka, simbolo di sottomissione becera alla strapotenza maschile e, peraltro, illegale in Italia (vietato travestirsi per rendersi irriconoscibili).
Dopo le dichiarazioni di Jack Straw che hanno sollevato un vespaio di polemiche, si comincia a discutere della questione velo anche in sede europea. Su Repubblica è apparsa un'intervista a Franco Frattini, Commissario per la giustizia e l'immigrazione, sorta di Mastella versione cavoletti di Bruxelles.
Tra le altre cose, Frattini ci fa sapere che vorrebbe "sentire le stesse donne musulmane affermare: prima siamo europee e poi islamiche". Insomma, le donne musulmane dovrebbero spontaneamente rifiutare il velo per simpatia verso l'euro, unico elemento utile per riconoscere l'integrazione europea, visto che ancora non se ne vede l'ombra.
Spero di non essere aggredito troppo per quello che sto per scrivere, ma stando al ragionamento di Frattini, allora gli uomini di religione ebraica non dovrebbero più portare la Kippà (la papalina, tanto per interderci)? Oppure le donne cattoliche non dovrebbero più portare la croce al collo?
In fondo sono tutti simboli religiosi, non capisco che male ci possa essere quando una persona veste se stessa con l'effigie del proprio credo. Differente la situazione in cui tali simboli vengono imposti agli altri, ma non mi sembra questo il caso. Certo, poi bisognerà vedere se quelle donne indossano spontaneamente il velo o sono costrette a portarlo, ma non si più condannare il tutto tramite il caso singolo, è un processo d'induzione eccessivo, anche per un legislatore del calibro (si fa per dire) di Frattini.