06 novembre 2006

AAA giustizia cercasi

Potrei sbagliare citazione, ma mi pare fosse Socrate a decantare, nel Fedone, quanto fosse sbagliato rispondere alle ingiustizie attraverso altre ingiustizie. A questo punto sorge un ragionevole dubbio: o ad Harvard non si insegna filosofia antica, oppure gli Stati Uniti sono tutto tranne quel faro di democrazia che credono di essere. Io propenderei per la seconda ipotesi.
Ma andiamo con ordine.
Hanno condannato a morte Saddam Hussein. Chi l'ha condannato a morte, un tribunale internazionale? Assolutamente no. C'ha pensato un tribunale iracheno, composto da giudici messi lì dal nuovo regime pseudo-democratico impiantato da Washington (l'ultimo di molti, a partire da Panama). E su quali basi giuridiche?
Andiamo di nuovo con ordine.
Gli americani si sono spinti fino allo sconosciuto Iraq (sconosciuto perlomeno agli studenti universitari di Harvard, incapaci perfino di indicarlo sulla cartina) perchè Saddam era una minaccia per il pianeta, non per l'economia americana. Non è vero che i Marines sono stati mandati lì perchè gli USA hanno riserve territoriali di petrolio per altri 5 anni (con base al 1998) mentre in Iraq ne hanno di che estrarre per altri 511 anni. E non è vero che gli americani sono andati lì perchè Saddam pagava in euro e non più in dollari (così come l'Iran e la Corea del Nord, insolito non trovate?). Bush ha voluto salvaguardarci dalle micidiali armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate purtroppo (maledetto Saddam, si porterà il segreto nella tomba! Accidenti a lui!).
Gira e rigira gli americani riescono a catturare il temibilissimo Raìs: dopo mesi e mesi di ricerche riescono a snidarlo dal suo nascondiglio segretissimo. Un buco. Saddam si nascondeva in un buco. Alla faccia del temibilissimo Raìs.
Lo prendono, lo carcerano, probabilmente ci fanno strani giochini sessuali fino a sfinirlo e poi lo consegnano agli Iracheni. Non lo spediscono impacchettato all'Aja per essee giudicato secondo i criteri di Norimberga dal Tribunale Penale Internazionale entrato in funzione nel 2002, lo lasciano in Iraq. Ma non era una minaccia per il mondo? Non si era macchiato di crimini di guerra, crimini contro la pace, crimini contro l'umanità? In questo caso l'unica Corte competente a giudicarlo sarebbe stata all'Aja. Evidentemente il temibilissimo Raìs non era poi così temibile.
Oppure il motivo è che gli USA si sono sempre rifiutati di ratificare il trattato istitutivo della Corte per paura di essere giudicati loro stessi colpevoli di qualche reato penale internazionale? Chissà...

Di tutto ciò resta una sola cosa. Un essere umano penzolerà da una corda. Per quanto possa essere cattivo, per quanto male possa aver provocato ai curdi, per quante persone possa aver fatto a pezzi, non si può permettere che gli venga tolta la vita. Prima di tutto perchè è sbagliato. Ed inoltre perchè quel disgraziato non ha neppure avuto un processo regolare. Tanto vale che l'avessero sgozzato come una gallina in mondovisione quando lo trovarono. Il risultato sarebbe stato lo stesso. Un'ingiustizia.

Mi scuso per lo stile incolto dello scritto, ma andavo di fretta :-)

6 commenti:

ermanno ha detto...

Sono d'accordo: che esempio diamo della civiltà occidentale: una società che si vendica degli avversari?o presunti tali?

Stefania ha detto...

concordo pienamente...qualuque sia il reato commesso (o istigato a commettere)...mai nessuno può condannare a morte un'altro essere umano...e poi dov'erano i paladini della giustizia negli ultimi 20 anni in cui Saddam è stato dittatore dell'Iraq? nessuno ha visto e sentito niente...o forse hanno fatto come le tre scimmiette per il loro tornaconto?
Io propendo per la seconda che ho detto...

chiara ha detto...

Come al solito concordo con te Attila! La pena di morte è un abominio, indipendentemente da chi sia l'imputato. Non riesco a capire come si possa condannare l'omicidio e poi giustificarlo quando ad uccidere è lo stato..è una cosa che non mi riuscirò mai a spiegare e mi piacerebbe che qualche sostenitore di questa assurda teoria me lo spiegasse!!
A presto!!

Anonimo ha detto...

Se c'è una cosa della quale devi scusarti non è lo "stile incolto" ma i contenuti, i quali non sono incolti, ma inqualificabili, degni del più aberrante indottrinamento ideologico che si possa concepire!
Fai quasi pena!!!........

Silverdart ha detto...

Anche il processo di Norimberga si poteva una farsa, anzi una vendetta, percè in partenza avevano già deciso di ucciderli tutti, e con piena ragione, perchè stando le cose non si poteva fare altrimenti. Ma persone animate da sentimenti civili e democratici che avevano fatto una guerra per distruggere il nazismo non potevano dare il via ad esecuzioni sommarie secondo la migliore tradizione nazista. --Quindi il trobunale, anche se chiaramente di parte e con tutti i pregiudizi possibili, fu organizzato per garantire ai gerarchi nazisti responsabili degli abomini, un processo il più possibile giusto e obiettivo, che permettesse loro di difendersi portando avanto le loro tesi, e fossero giudicati in base a fatti, prove e testimonianze e non solo per i pregiudizi.
>>> Per Saddam Hussein è stato fatto lo stesso, anzi di più, perchè a processsarlo sono stati magistrati iraqeni con la stessa cultura e secondo le leggi di quel paese. Non vedo perchè quasi nessuno metta in dubbio la validità del processo di Norimberga e invece tutti si straccino le vesti per la condanna di Saddam, che rispetto ad Hitler, l'unica differenza è nel numero di vittime della sua aberrante dittatura.
E'il solito buonismo all'italiana, sempre di parte, dove l'importante è contestare tutte le iniziative americane e occidentali, di qualunque cosa si tratti, e allora anche Saddam Hussein oggi è solo un pover uomo che rischia la pelle, perchè è nemico degli americani, non un feroce criminale respo0nsabile della morte di migliaia di innocenti. Mi domando, qualora la condanna a morte venisse confermata in appello, se questi garantisti a senso unico faranno anche una manifestazione di solidarietà per Saddam, a Roma sotto l'ambasciata americana. Mancherebbe solo questo e avrebbero toccato il fondo. Ma non si sa, perchè al peggio non c'é mai limite.

chiara ha detto...

Silverdart...e la Cina? e la COrea??
Mi chiedo come mai tutte le volte che si parla di un argomento, invece che discutere di quell'argomento, dovete tirare fuori altri argomenti per dimostrarci che i cattivi sono anche da altre parti, pensando di metterci in difficoltà, come se non lo sapessimo!!!
Parlo per me ma credo (spero!) di interpretare i sentimenti di molti frequentatori del blog: essere contrari alla pena di morte è una posizione assoluta, non vuol dire fare delle distinzioni a seconda di chi la pratica e di chi è la vittima. Non è che sono contraria alla pena di morte solo se lo stato che uccide è magari la Cina e la vittima è un prigioniero politico che non si è macchiato di nessun crimine. Io sono contraria alla pena di morte anche se lo stato che uccide è l'America e la vittima un serial killer. E il motivo è molto semplice: se penso che l'omicidio sia un'azione aberrante, non cambio idea a seconda di chi è l'assassino, non è che se ad uccidere è uno stato (pseudo)democratico l'omicidio automaticamente diventa buono. Un omicidio è un omicidio, indipendentemente dall'omicida e dall'arma usata, che sia una pistola, un coltello, una sedia elettrica o un'iniezione letale.
Ho sempre protestato contro la pena di morte, scritto lettere, firmato petizioni contro le esecuzioni di priginieri nei bracci della morte americani, così come contro le lapidazioni di donne adultere in medio oriente. E se ci sarà da protestare o scendere in piazza contro l'esecuzione di Saddam, lo farò.