22 giugno 2006

Bravo Silvio!


Edizione straordinaria! Edizione straordinaria! Il Cavaliere perde la sua aurea di superiorità e decide che è giunto il momento di fare severa autocritica: coerente con questa nuova linea politica, Belrusconi si è auto-dichiarato indegno di essere italiano.
Bravo Silvio! Non me lo sarei mai aspettato da te, un gesto di profonda maturità. Un presa di coscienza dura e netta, senza sconti per la propria posizione sociale o per il proprio passato. A dirle il vero io lo sapevo già da un bel po', ma non avrei mai creduto che tu potessi ammetterlo così, davanti a tutti. Bravo, bravo, bravo.
Calmi, non sono pazzo.
Non avete capito niente? Riponete le armi, il Capoufficio di Arcore non voleva offendere nessuno. Adesso mi spiego meglio.
All'apertura della manifestazione per il SI' al refererendum del 25-26 giugno, a Roma, Berlusconi ha detto chiaramente che chi non andrà a votare "non può considerarsi italiano al 100%", insomma chi non vota è indegno di essere annoverato tra le italiche genti. A dirla tutta, in principio se l'è presa con i sostenitori del NO, ma oramai sappiamo che con Berlusconi vale la regola cinematografica di "buona la seconda" e quindi non ci scandalizziamo più di tanto per questo. Inoltre un'ammissione di questo tipo dev'essere veramente difficile per un uomo come lui, quindi è comprensibile un po' di nervosismo prima della dichiarazione di indegnità.
Ancora non avete capito?
Vi ricordate i quattro referendum sulle staminali? Vi fu una massiccia campagna astensionistica alla cui testa si pose proprio Berlusconi; lo stesso signore che oggi definisce "indegni" coloro che, invece di andare diligentemente alle urne a compiere il proprio dovere civico, andranno al mare o, alla meno peggio, a fare una scampagnata.
Ricapitoliamo: Berlusconi, qualche tempo fa, ha detto che astenersi non è un male perchè è un diritto dei cittadini e ha capeggiato una campagna per l'astensione al referendum; oggi Berlusconi dice che i cittadini che non andranno a votare sono indegni di essere italiani.
Quella del Cavaliere, quindi, non è una provocazione, nè dev'essere considerata l'ennesima discriminazione per le opinioni politiche altrui. Va invece presa per quello che è: una coraggiosa autocritica. Con un pizzico di schizofrenìa.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per la visita su Umanità alla deriva.
Ormai la faccia tosta del caimano non fa più notizia, l'unica risposta è sommergergli la riforma costituzionale sotto una valanga di NO e fare un massiccio passaparola tra gli indecisi in questo senso.
Un saluto
umader.splinder.com

D ha detto...

Oggi ho avuto la conferma che, purtroppo, non tutti hanno veramente capito cosa dicono i nuovi articoli costituzionali...la tv sta facendo un attimo lavoro, hanno fatto credere che i 5 articoli (che in realtà sono 50...) su cui si dovrà votare, porteranno ad una diminuizione delle spese...poveri illusi...

attila ha detto...

Lo so D, infatti è un problema.
Si sta mascherando questa pseudo-riforma come un vantaggio economico per i cittadini, mentre chi si intende di pubblica amministrazione sa che non è così.
Le spese relative alle modifiche del sistema amministrativo delle regioni ammonteranno a circa 50 miliardi di euro (più o meno 3-4 manovre finanziarie).
Inoltre non spiegano un sacco di cose:
ad esempio che se passa la riforma un ragazzo di 25 anni potrebbe essere eletto al Senato (ma che lo chiamiamo a fare Senato, chiamiamolo college).
La devolution, inoltre, porterà enorme scompiglio e prevaricazioni: il presidente della regione Lombardia potrebbe decidere, da un giorno all'altro, di insegnare il dialetto brianzuolo nelle scuole, così come i Napoletani potrebbero sostituire Dante con La Smorfia senza che nessuno possa fare nulla.
Se lo Stato volesse impedirlo, dovrebbe sollevare l'interesse nazionale di fronte alla Corte Costituzionale e cercare di dimostrare che è per interesse nazionale che il dialetto della Brianza resti fuori dalle classi elementari.
A parte il ridicolo, quanti soldi bisognerebbe buttare ogni volta per istruire i processi?
Un tentativo di semplificare ai cittadini le ragioni del NO lo sta facendo l'anonimo delle 08:19 che, nel suo blog Umanità alla Deriva propone un divertente volantiNO for dummies.
Chi volesse scaricarlo, per farlo girare tra amici parenti, può farlo anche dalla sezione Documenti di questo blog.

Giovaneazzurro ha detto...

La bufala più grande l’ha tirata fuori il centro-sinistra per spaventare i cittadini del Nord: adottare la devolution costerebbe la bellezza di 250 miliardi di euro (16 punti di Pil !).